Pensare al futuro

img_1581Venerdì 13 gennaio ho avuto il piacere di partecipare ad una serata alla scuola secondaria di  primo grado Cassano di Trecate. Il tema che ho dovuto affrontare sono stati i falsi miti dell’apprendimento: quelle trappole che Continue reading “Pensare al futuro”

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I lego come aiuto ai bambini con autismo

legoLa terapia basata sui lego. Come sviluppare le competenze sociali attraverso i Club Lego per bambini con autismo e disturbi correlati.

Di DB Le Goff, G Gomez de la Cuesta, GW Krause e S Baron-Cohen. Giovanni Fioriti Editore, Roma 2016,pp.100

 

Il nome Lego starà sicuramente facendo nascere nella mente del lettore svariate associazionilegate a ricordi di un tempo passato, oppure, per chi lavora in ambito clinico con i bambini, a frammenti di terapia. Il denominatore comune di tutti questi pensieri potrebbe essere la parola creatività, questi mattoncini infatti nascono come strumento per dar forma alle idee. A volte sono idee racchiuse in un libretto d’istruzioni altre volte sono figlie della fantasia del costruttore.

Gli autori di questo testo hanno pensato di utilizzare i lego per farne un dispositivo terapeutico, tutto è  nato in modo osservativo: hanno notato che bambini con autismo iniziavano ad interagire tra loro quando il mezzo per entrare in contatto erano i mattoncini.

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La casa: il luogo degli affetti

12_img_0970La  psicoterapia psicoanalitica ha come strumento principe, secondo Winnicott, la capacità di giocare del paziente e del terapeuta. Cioè la capacità di abitare quella terra di mezzo, chiamato spazio transizionale, dove entrano in contatto aspetti della realtà e della fantasia. Un spazio creativo nel quale nascono nuove letture della realtà.

Questo processo è ancora più facilmente realizzabile nella terapia dei bambini che per statuto hanno il gioco come loro compito vitale. Quello che si verifica nella stanza delle parole, il luogo della terapia, è un gioco di tipo simbolico: quello che accade ha un significato profondo capace di mostrare aspetti della soggettività del bambino. È possibile utilizzare diversi strumenti per realizzarlo: macchinine, palline, pentolini, una semplice sedia, ecc. Nella mia stanza delle parole però c’è un’ospite d’eccezione: una casa. Quindi in uno spazio ampio, la stanza, c’è un luogo più piccolo, la casa, che si trasforma nel luogo degli affetti. Questa casa ha una storia lontana, la prima è nata molti anni fa nello studio di una mente creativa: Enrica Crivelli, psicoterapeuta infantile. Avendo lei il desiderio di conoscere in senso profondo i bambini che giungevano nella sua stanza delle parole, Enrica ha deciso di costruirsi uno scenario dove permettere loro di giocare i proprio conflitti, le proprie sofferenze e i propri bisogni. Così con pezzi di compensato, viti e carta colorata è nata una fantastica casa. Io ho avuto il piacere di vederla qualche anno fa nel suo studio e ne sono rimasto affascinato e così nell’estate è nata una casa che riprende il progetto di Enrica e che potete vedere nelle foto presenti in questa pagina.

È facile comprendere che in quelle stanze può accadere di tutto, possono prendere forma le fantasie che ingombrano la mente dei bambini, possiamo vedere delle dinamiche famigliari che riprendono quanto accade nella realtà, possiamo vedere in scena i ruoli affettivi e quindi capire come l’esperienza li ha saturati e costruiti. Ecco che la casa diventa una lente per leggere il mondo interno del bambino ma anche un contenitore dove permettere a lui di lasciare gli affetti troppo ingombranti.

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Papà ti scrivo così ci capiamo

Il 29 ottobre alla Ristorazione Sociale di Alessandria si terrà un laboratorio di scrittura per emozioni. I ragazzi ci racconteranno la figura del padre: desideri, paure, aspettative, momenti condivisi.

A breve pubblicheremo altre date perché questi laboratori saranno itineranti e toccheranno quindi altre città: Novara, Milano, Padova, Galliate…

Dimenticavo il tutto sarà condotto da me e Antonio Ferrara con la partecipazione del libro Se saprei scrivere bene.

Vi aspettiamo!

La paura di apprendere

Apprendere è un percorso complesso, articolato, che prevede lo sviluppo di nuove competenze e il delinearsi di nuovi obiettivi.
Il piacere di studiare non è una condizione semplice da raggiungere e non si sviluppa automaticamente: la conoscenza, l’esplorazione, lo studio implicano l’accettazione a cambiare, sperimentare sentimenti di precarietà, andare incontro a successi, ma anche a fallimenti, sperimentare probabili sentimenti di solitudine. Affrontare i propri limiti attiva sentimenti di inadeguatezza e solitudine, mette di fronte al rischio di risultare insoddisfacenti per sé o per gli altri.

Lunedì 3 Ottobre 2016  (h. 17.30 – 19.30) presso l’Istituto E. Vendramini (Viale Arcella 10/A Padova) Katia Provantini, psicologa esperta in problematiche dell’apprendimento, ci guiderà lungo i sentieri che la mente adolescente compie ogni volta che deve apprendere.

Per adesione inviare mail a: info@e-formiamo.it

Per informazioni: 3281806884, 3406654853


Katia Provantini, psicologa, esperta in problematiche evolutive con particolare riferimento alle difficoltà scolastiche e dell’apprendimento. Svolge attività di consultazione con adolescenti e genitori; attività di formazione e supervisione a docenti e psicologi. Attualmente presidente della Cooperativa Minotauro di Milano e coordinatrice delle attività del centro Minotauro di Padova; coordina progetti di rete per la prevenzione del disagio e della dispersione scolastica in collaborazione con Comuni ed Enti Locali. È autrice di numerose pubblicazioni tra cui per Mondadori: “Scuola Media. Manuale per la sopravvivenza (2014)”; “Generazione tablet. I sì e i no per crescere nell’era del web (2014)”. “Padri, Madri, Figli adolescenti (2012)”; “La scelta giusta. Orientarsi dopo la terza media (2009)”

Willy Wonka: l’arte di essere padre

Willy Wonka è il personaggio che più ho amato da bambino, prima nell’interpretazione di Gene Wilder e poi nelle pagine del libro di Dahl. Da piccolo mi piaceva la magia di quel mondo e la stranezza degli Umpa Lumpa, ora sono affascinato dalla figura di Willy Wonka: un padre che, rendendosi conto che sta invecchiando, sceglie di consegnare la sua eredità. Non è però un compito facile e così istituisce un concorso che gli permette di conoscere alcuni dei possibili pretendenti. Lui accompagna tutti nella fabbrica e spiega loro alcune semplici regole utili a trasformare il bisogno di toccare e mangiare tutto in desiderio.

È una trasformazione complessa che non a tutti riesce e per questo ci sono gli Umpa Lumpa pronti a intervenire! Sarà Charlie a conquistare il cuore di Willy Wonka e a godersi l’eredità.

Ma per conoscere meglio le trame percorse dalla mente dei vari personaggi vi invito a leggere prima il libro di Dahl e poi La sfida dei papà scritto da Antonio Ferrara e da me perché in esso troverete un commento dettagliato del romanzo.

Buona lettura!

A sbagliare le storie

Il 9 settembre torno a Pesaro per parlare all’interno del convegno di Adotta l’autore. Il mio intervento avrà come tittolo “Parlati dagli affetti”, proverò a raconttare il linguaggio che permette di trasformare le emozioni in parole. Sarò in compagnia di colleghi e amici molto competenti e simpatici. Rivedrò anche Stefania Lanari, libraia della libreria Le foglie d’oro, ideatrice del progetto, mente creativa instancbile che è stata capace in questi anni di costruire un eccellenza in Italia.

Ora trovate alcune righe tratte dal volantino e il programma del convegno.

Il convegno A sbagliare le storie, è il primo appuntamento di formazione dell’anno scolastico 2016/2017 proposto dal Progetto Adotta l’autore è dedicato a tutti coloro, insegnanti, genitori, bibliotecari, librai, che vogliano approfondire la conoscenza del mondo della letteratura per bambini e ragazzi per poi formare giovani lettori. Si svolge nell’arco di una giornata, prevede sezioni teoriche con un moderatore e diversi relatori provenienti da tutta Italia e sezioni pratiche divise per area di interesse.

L’idea del convegno nasce dal continuo confronto tra chi coordina il progetto Adotta l’autore, la scuola, i docenti, le famiglie e i ragazzi, confronto che mette in evidenza quanto sia difficile garantire la natura fortemente libera e gratuita della lettura, sottraendola al circuito remunerativo della didattica.

Il Convegno di quest’anno sarà un’occasione per fare alcune riflessioni sui diversi linguaggi della letteratura per bambini e ragazzi, su come i libri, destinati ai più giovani, siano cambiati nel corso degli anni, su quando e su come si siano adeguati ai nuovi lettori; per questo nel corso della giornata del 9 settembre saranno presentati i tanti linguaggi della letteratura per ragazzi, da diversi punti di vista, da quello dell’editor, a quello dell’autore, passando per l’illustratore, il fumettista, lo psicologo e il critico, che, in un percorso prima teorico e poi pratico, apriranno, a chi parteciperà, un una finestra sui diversi modi di scrivere e pubblicare libri per bambini e ragazzi.

Programma Convegno

La sfida dei papà si fa coccolare al Chiringuito

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Spesso si sente dire che il libro è un pò come un figlio: viene pensato, generato e poi presentato al mondo. Ecco che allora come tutti i figli piccoli che si rispettino è molto desideroso di coccole. Così io e Antonio Ferrara abbiamo scelto come luogo della sua prima uscita il Chirnguito delle Braci: un posto molto accogliente, rilassante (si può addirittura passeggiare in piccoli canaletti d’acqua) e in più gestito da amici (relazioni che vanno al di là del tempo e delle distanze).

Capite che però non possiamo restare da soli con lui, già ci siamo stati tanto mentre lo scrivevamo! Quindi siete tutti inviatati mercoledì 13 luglio alle 18.30 in via Carlo Noè 30 a Bozzole (AL) per conoscere dal vivo La sfida dei papà!

Un antidoto alla pioggia

20160529_164255.jpg29 maggio 2016. Interno mattina. Rumore d’acqua sul davanzale della finestra. Luce fioca che filtra dalle tapparelle. Ci sono tutti gli ingredienti per dare avvio a una domenica grigia e noiosa. Ma improvvisamente ricordo di avere sul mio piccolo tavolo in legno una pozione capace di cambiare il corso degli eventi. Corro a recuperare il mio antidoto al grigio della giornata e inizio ad assumerlo prima a piccole dosi poi in modo sempre più vorace. Mi trovo così ad inseguire palloni e donne insieme a Garrincha. Divento padre insieme a lui, vinco i mondiali. E ho anche sentito il sapore della tristezza che spesso abita la bocca di chi corre in modo affannoso incontro al tempo facendosi dominare totalmente dalla propria passione. Mi sono poi trasferito con Kato a Dakar, ho imparato così a leggere il libro della vita , quel libro che lui si portava al bar e fingeva di leggere. Ho visto come l’amore possa diventare una via per far cambiare l’altro, per trasformare la tristezza in gioia e il dolore in piacere. E infine vado nelle campagne cinesi ad incontrare Wang per poi accompagnarlo a Pechino dove si trova a dover combattere tra il mandato paterno di studiare matematica e fare soldi e la spinta rivoluzionaria che giunge dagli altri ragazzi. Questo conflitto lo tormenta, lo consuma, a volte lo anima altre lo porta a ritirarsi. E anche questa volta è l’amore la chiave del cambiamento, sono gli occhi color della libertà di Sue che iniettano energia in Wang e lo portano a vivere in modo profondo la sua vita.

Che dire è stata una giornata tutt’altro che grigia e questo grazie alla letteratura che si trasforma in un laboratorio nel quale si forgiano emozioni e si riorganizza la speranza.

Grazie anche all’amico e compagno di avventure Antonio Ferrara che, come sempre, è riuscito a creare personaggi affascinanti dei quali non ci si può non innamorare.

 

Scappati di mouse

Importante evento a Cesenatico per riflettere sull’uso etico del web. Ho iniziato questa avventura con un incontro rivolto ad insegnanti della scuola primaria e secondaria di secondo grado: il barone Lamberto, uomo che ha sfruttato la tecnologia per vivere, ha dato avvio ad una riflessione su risorse e limiti della rete. In serata ho incontrato un numeroso gruppo di genitori all’interno del Museo della marina: la storia Il balcone tratta da Scappati di mano (San Paolo) ha offerto l’occasione di scoprire le dinamiche interne e i significati profondi che ruotano intorno alle relazioni tra pari mediate dalle tecnologie. Entrambi questi momenti hanno permesso, attraverso uno scambio continuo con il pubblico, di costruire significati e conoscenze condivise.
Infine ho incontrato un gruppo di ragazzi dai 10 ai 15 anni e, attraverso un laboratorio di scrittura per emozioni, abbiamo affrontato desideri e timori che gravitano intorno al tema delle nuove tecnologie.
Un grazie va alle librarie della libreria Cartamerea di Cesenatico, Rossella, Francesca e Lorenza, ideatrici dell’evento insieme al Primo Circolo di Cesenatico .

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