Capita di incontrare tanti papà

designasartCapita, una sera di aprile, di uscire per una serata di formazione dal titolo “Che fatica fare il papà”.

Capita che ci sia un po’ d’ansia perché Continua a leggere “Capita di incontrare tanti papà”

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I lego come aiuto ai bambini con autismo

legoLa terapia basata sui lego. Come sviluppare le competenze sociali attraverso i Club Lego per bambini con autismo e disturbi correlati.

Di DB Le Goff, G Gomez de la Cuesta, GW Krause e S Baron-Cohen. Giovanni Fioriti Editore, Roma 2016,pp.100

 

Il nome Lego starà sicuramente facendo nascere nella mente del lettore svariate associazionilegate a ricordi di un tempo passato, oppure, per chi lavora in ambito clinico con i bambini, a frammenti di terapia. Il denominatore comune di tutti questi pensieri potrebbe essere la parola creatività, questi mattoncini infatti nascono come strumento per dar forma alle idee. A volte sono idee racchiuse in un libretto d’istruzioni altre volte sono figlie della fantasia del costruttore.

Gli autori di questo testo hanno pensato di utilizzare i lego per farne un dispositivo terapeutico, tutto è  nato in modo osservativo: hanno notato che bambini con autismo iniziavano ad interagire tra loro quando il mezzo per entrare in contatto erano i mattoncini.

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La casa: il luogo degli affetti

12_img_0970La  psicoterapia psicoanalitica ha come strumento principe, secondo Winnicott, la capacità di giocare del paziente e del terapeuta. Cioè la capacità di abitare quella terra di mezzo, chiamato spazio transizionale, dove entrano in contatto aspetti della realtà e della fantasia. Un spazio creativo nel quale nascono nuove letture della realtà.

Questo processo è ancora più facilmente realizzabile nella terapia dei bambini che per statuto hanno il gioco come loro compito vitale. Quello che si verifica nella stanza delle parole, il luogo della terapia, è un gioco di tipo simbolico: quello che accade ha un significato profondo capace di mostrare aspetti della soggettività del bambino. È possibile utilizzare diversi strumenti per realizzarlo: macchinine, palline, pentolini, una semplice sedia, ecc. Nella mia stanza delle parole però c’è un’ospite d’eccezione: una casa. Quindi in uno spazio ampio, la stanza, c’è un luogo più piccolo, la casa, che si trasforma nel luogo degli affetti. Questa casa ha una storia lontana, la prima è nata molti anni fa nello studio di una mente creativa: Enrica Crivelli, psicoterapeuta infantile. Avendo lei il desiderio di conoscere in senso profondo i bambini che giungevano nella sua stanza delle parole, Enrica ha deciso di costruirsi uno scenario dove permettere loro di giocare i proprio conflitti, le proprie sofferenze e i propri bisogni. Così con pezzi di compensato, viti e carta colorata è nata una fantastica casa. Io ho avuto il piacere di vederla qualche anno fa nel suo studio e ne sono rimasto affascinato e così nell’estate è nata una casa che riprende il progetto di Enrica e che potete vedere nelle foto presenti in questa pagina.

È facile comprendere che in quelle stanze può accadere di tutto, possono prendere forma le fantasie che ingombrano la mente dei bambini, possiamo vedere delle dinamiche famigliari che riprendono quanto accade nella realtà, possiamo vedere in scena i ruoli affettivi e quindi capire come l’esperienza li ha saturati e costruiti. Ecco che la casa diventa una lente per leggere il mondo interno del bambino ma anche un contenitore dove permettere a lui di lasciare gli affetti troppo ingombranti.

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Willy Wonka: l’arte di essere padre

Willy Wonka è il personaggio che più ho amato da bambino, prima nell’interpretazione di Gene Wilder e poi nelle pagine del libro di Dahl. Da piccolo mi piaceva la magia di quel mondo e la stranezza degli Umpa Lumpa, ora sono affascinato dalla figura di Willy Wonka: un padre che, rendendosi conto che sta invecchiando, sceglie di consegnare la sua eredità. Non è però un compito facile e così istituisce un concorso che gli permette di conoscere alcuni dei possibili pretendenti. Lui accompagna tutti nella fabbrica e spiega loro alcune semplici regole utili a trasformare il bisogno di toccare e mangiare tutto in desiderio.

È una trasformazione complessa che non a tutti riesce e per questo ci sono gli Umpa Lumpa pronti a intervenire! Sarà Charlie a conquistare il cuore di Willy Wonka e a godersi l’eredità.

Ma per conoscere meglio le trame percorse dalla mente dei vari personaggi vi invito a leggere prima il libro di Dahl e poi La sfida dei papà scritto da Antonio Ferrara e da me perché in esso troverete un commento dettagliato del romanzo.

Buona lettura!

Un antidoto alla pioggia

20160529_164255.jpg29 maggio 2016. Interno mattina. Rumore d’acqua sul davanzale della finestra. Luce fioca che filtra dalle tapparelle. Ci sono tutti gli ingredienti per dare avvio a una domenica grigia e noiosa. Ma improvvisamente ricordo di avere sul mio piccolo tavolo in legno una pozione capace di cambiare il corso degli eventi. Corro a recuperare il mio antidoto al grigio della giornata e inizio ad assumerlo prima a piccole dosi poi in modo sempre più vorace. Mi trovo così ad inseguire palloni e donne insieme a Garrincha. Divento padre insieme a lui, vinco i mondiali. E ho anche sentito il sapore della tristezza che spesso abita la bocca di chi corre in modo affannoso incontro al tempo facendosi dominare totalmente dalla propria passione. Mi sono poi trasferito con Kato a Dakar, ho imparato così a leggere il libro della vita , quel libro che lui si portava al bar e fingeva di leggere. Ho visto come l’amore possa diventare una via per far cambiare l’altro, per trasformare la tristezza in gioia e il dolore in piacere. E infine vado nelle campagne cinesi ad incontrare Wang per poi accompagnarlo a Pechino dove si trova a dover combattere tra il mandato paterno di studiare matematica e fare soldi e la spinta rivoluzionaria che giunge dagli altri ragazzi. Questo conflitto lo tormenta, lo consuma, a volte lo anima altre lo porta a ritirarsi. E anche questa volta è l’amore la chiave del cambiamento, sono gli occhi color della libertà di Sue che iniettano energia in Wang e lo portano a vivere in modo profondo la sua vita.

Che dire è stata una giornata tutt’altro che grigia e questo grazie alla letteratura che si trasforma in un laboratorio nel quale si forgiano emozioni e si riorganizza la speranza.

Grazie anche all’amico e compagno di avventure Antonio Ferrara che, come sempre, è riuscito a creare personaggi affascinanti dei quali non ci si può non innamorare.

 

Scappati di mouse

Importante evento a Cesenatico per riflettere sull’uso etico del web. Ho iniziato questa avventura con un incontro rivolto ad insegnanti della scuola primaria e secondaria di secondo grado: il barone Lamberto, uomo che ha sfruttato la tecnologia per vivere, ha dato avvio ad una riflessione su risorse e limiti della rete. In serata ho incontrato un numeroso gruppo di genitori all’interno del Museo della marina: la storia Il balcone tratta da Scappati di mano (San Paolo) ha offerto l’occasione di scoprire le dinamiche interne e i significati profondi che ruotano intorno alle relazioni tra pari mediate dalle tecnologie. Entrambi questi momenti hanno permesso, attraverso uno scambio continuo con il pubblico, di costruire significati e conoscenze condivise.
Infine ho incontrato un gruppo di ragazzi dai 10 ai 15 anni e, attraverso un laboratorio di scrittura per emozioni, abbiamo affrontato desideri e timori che gravitano intorno al tema delle nuove tecnologie.
Un grazie va alle librarie della libreria Cartamerea di Cesenatico, Rossella, Francesca e Lorenza, ideatrici dell’evento insieme al Primo Circolo di Cesenatico .

ScappatiMouse

Fuori dal silenzio

Porcia16

Due importanti giornate di formazione a Porcia, il volantino che pubblicizzava il progetto recitava così:
Le problematiche sociali, sempre più complesse nell’epoca attuale, investono in diverso modo tutte le generazioni e appare fondamentale trovare dei linguaggi comuni perché la relazione non sia compromessa e perché ognuno abbia la possibilità di uscire dal silenzio che spesso è complice delle diverse forme di disagio.

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Narrare per includere

Venerdì 1 aprile 2016 alle ore 9.00 presso l’aula magna del Complesso Vallisneri (Viale G. COLOMBO,3 – Padova) si terrà un convegno dal titolo Storie e narrazioni per l’inclusione.
Sono stato invitato come relatore per parlare dei lavori che da qualche tempo svolgo nelle scuole primarie e secondarie: laboratori di scrittura creativa per emozioni. Continua a leggere “Narrare per includere”

Fantasticando casa mia!

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Il pigro Annibale, il primo uomo che ha vissuto in una macchina, ci accompagnerà alla scoperta di case fantastiche! Scopriremo come si può vivere comodamente in un piccolissimo portafoglio o in uno spazioso cestino della carta. Per farlo useremo carta, colori e delle parole magiche, proprio come faceva il grande Gianni Rodari!
Le parole e i disegni daranno voce ai vostri desideri e alle vostre emozioni.
Hai tra i 7 e gli 11 anni? Allora ti aspetto domenica 8 novembre alle 11.00 allo spazio Base Milano (ex Ansaldo).
L’evento fa parte delle iniziative di Experimentdays la fiera dell’abitare collabarativo promossa da Housing Lab e ospitata nel programma della Collaborative Week.

Vivere e sopravvivere a scuola. Corso di formazione per insegnanti.

cuola ninoIntroduzione
In un’epoca nella quale il mestiere dell’insegnante sembra diventare più complesso per la forte burocratizzazione dell’istituzione scolastica e per il tessuto sociale nel quale gli alunni sono immersi, diventa necessaria una formazione del corpo docente che metta in luce la componente degli apprendimenti e quella emotivo relazionale. Questo tipo di percorso permette di riflettere sul duplice ruolo che ogni alunno gioca a scuola: quello di studente (attenzione, apprendimento, ecc.) e quelle di soggetto sociale (stare in gruppo, rispettare gli altri, comunicare i propri bisogni, ecc.). Inoltre un approccio su più dimensioni (cognitiva, apprendimento, affettivo-relazionale) permette di cogliere il processo di apprendimento nella sua globalità e all’interno del processo evolutivo di ogni singolo studente. Continua a leggere “Vivere e sopravvivere a scuola. Corso di formazione per insegnanti.”