Capita di incontrare tanti papà

Capita, una sera di aprile, di uscire per una serata di formazione dal titolo “Che fatica fare il papà”.

Capita che ci sia un po’ d’ansia perché si teme di trovarsi di fronte a sedie vuote.

Capita, in realtà, di ritrovarsi in una stanza gremita di padri.

Capita di sentirsi nuovamente in ansia perché si crede che in quel momento bisogna riuscire a lasciare una traccia, un segno.

Capita di avere di fronte volti stanchi provati dalla giornata lavorativa.

Capita di essere intimoriti forse perché si crede che nessuno sia interessato a questi temi.

Capita anche che ci si trovi di fronte a padri desiderosi di raccontare la propria esperienza, di raccontare il loro “fare” con i figli, di raccontare i loro inciampi.

Capita quindi di vivere una serata diversa, una lunga chiacchierata sul ruolo paterno, così difficile, così complesso, così umano.

Capita di tornare a casa con la speranza di aver lanciato un piccolo seme che, forse, un giorno fiorirà dando nuovi significati alla figura del padre.

Capita di tornare a casa soddisfatti per aver imparato  tanto da quel gruppo di padri.

Pensare al futuro

img_1581Venerdì 13 gennaio ho avuto il piacere di partecipare ad una serata alla scuola secondaria di  primo grado Cassano di Trecate. Il tema che ho dovuto affrontare sono stati i falsi miti dell’apprendimento: quelle trappole che in qualche modo possono ostacolare la scelta della scuola superiore e quindi il “diventare grandi” degli adolescenti.

Ho ragionato inseme a genitori e ragazzi su tematiche come la fatica, il fallimento e il dolore, tutti ingredienti che fanno parte della crescita ma che in questa epoca postmoderna vengo spesso, illusoriamente, messi da parte.

Inoltre è stata anche l’occasione per raccontare alle famiglie il lavoro che ho svolto nelle classi terze. Nel mese di novembre ho fatto un incotro per ogni classe per aiutarli a pensare al loro futuro, per sognarsi da grandi. Partendo dal romanzo Ero cattivo di Antonio Ferrara i ragazzi hanno prodotto dei brevi testi. Attraverso il dispositivo della scrittura per emozioni hanno poututo raccontarsi tra 10 anni: sono emerse emozioni, desideri e sofferenze legate al crescere. Il materiale si è trasformato da uno scritto personale ed intimo ad un oggetto culturale sul quale riflettere e discutere.

Cohousing Drinks: la costruzione del gruppo

Mercoledì 25 gennaio alle ore 18.30 presso QKing corestaurant di via Tartini 13 a Milano avrò l’onore e il piacere a uno dei Cohousing Drinks organizzati da Housing Lab.

I Cohousing Drinks sono aperitivi a tema per parlare di cohousing: occasioni per approfondire i diversi aspetti del coabitare, conoscere le iniziative in corso, incontrare potenziali cohousers. Sono organizzati da CohousingLab, rete di professionisti esperti in accompagnamento e sviluppo di abitare collaborativo e sociale.

Progettare un cohousing vuol dire fin da subito, anche quando non è ancora stato posato il primo mattone, essere un gruppo, un gruppo che prende decisioni insieme. Ecco perchè la mia partecipazione all’interno di questi eventi. Proverò a portare quell’impornta che Franco Fornari ha cercato di lasciare all’interno del lavro con le istuzioni, racconterò cosa si intende per analisi della cultura affettiva e per gestione democratica dei conflitti.

Ecco una breve descrizione degli argomenti della serata:

Essere un gruppo
Chi di noi non ha vissuto questa esperienza? Pensiamo alla nostra famiglia, alla compagnia di amici, all’associazione di cui siamo parte, … Ognuno di noi però vive in maniera diversa la sua appartenenza al gruppo giocando ruoli differenti: chi rimane più in disparte, chi esprime la sua opinione su ogni argomento, chi si prende cura degli altri, chi vuole a tutti costi avere ragione, chi si batte per la collaborazione, chi sceglie di conquistare gli altri con le parole,…

Essere un gruppo che decide insieme
Ogni giorno prendiamo decisioni condivise con altri. Diverso però è scegliere insieme agli amici in quale locale andare sabato sera dal decidere con gli altri cohousers dove vivere per i prossimi vent’anni o a quale impresa costruttrice affidare i nostri risparmi.

Una maggiore consapevolezza di qual è il mio ruolo e quello degli altri all’interno del gruppo di cohousers e la condivisione delle motivazioni di ognuno aiuta a costruire un clima democratico e a gestire i conflitti, aspetti fondamentali per la buona riuscita del progetto.

Il costo di partecipazione per ogni incontro è di 5 euro, comprensivo dell’aperitivo. Partecipazione gratuita per i soci HousingLab

I posti per gli aperitivi sono limitati, iscrivetevi mandando una mail a: info@housinglab.it

Papà ti scrivo così ci capiamo

Il 29 ottobre alla Ristorazione Sociale di Alessandria si terrà un laboratorio di scrittura per emozioni. I ragazzi ci racconteranno la figura del padre: desideri, paure, aspettative, momenti condivisi.

A breve pubblicheremo altre date perché questi laboratori saranno itineranti e toccheranno quindi altre città: Novara, Milano, Padova, Galliate…

Dimenticavo il tutto sarà condotto da me e Antonio Ferrara con la partecipazione del libro Se saprei scrivere bene.

Vi aspettiamo!

Se saprei scrivere bene

Proprio in questi giorni sta arrivando nelle librerie l’ultimo lavoro mio e di Antonio Ferrara. Libro a cui teniamo molto perchè traduce in parole il lavoro di prevenzione che facciamo nei diversi contesti. Sempre di più letteratura e psicoanalisi si stanno mescolando dando alla luce nuovi e freschi progetti!

Dall’introduzione

Questo libro è un manuale di scrittura per emozioni, ossia un tentativo teorico ed esperienziale di lavorare con ragazzi e con adulti intorno alla scrittura come pratica di condivisione.Ma anche un tentativo di trasmettere ai docenti competenze e strumenti da utilizzare anche in assenza del conduttore dei laboratori.

Si tratta di un percorso nato anni fa nel carcere di massima sicurezza di Novara per dare tragitti visibili alle tante storie chiuse nei cuori e nei cassetti, per fornire consapevolezza tecnica e canalizzazione a tante emozioni nascoste. È stato perfezionato insieme ai detenuti delle case circondariali di Secondigliano, di Pesaro, di Fossano, di Pescara. Insieme ai pazienti e ai medici del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano. Si è smussato in diverse sedi universitarie e in decine e decine di biblioteche, scuole e librerie italiane e della Svizzera italiana.

L’idea è sempre stata quella di proporre la scrittura come pratica privilegiata per nominare e condividere le proprie emozioni, per fare con la parola scritta educazione sentimentale. Scrittura come prolungamento del sentimento. Qui di seguito le caratteristiche dei laboratori, per partecipare ai quali è richiesto l’acquisto della presente pubblicazione.

Il laboratorio si fonda sul concetto di narrazione intesa come racconto di storie, quindi come strumento fondamentale sia per dare un’organizzazione al proprio mondo interiore sia per imparare ad attribuire significati all’esperienza umana.  Partendo dal presupposto che la vita di ogni persona (bambino, preadolescente, adolescente, adulto) è segnata da alcuni traguardi che si desidera raggiungere (essere promosso, far parte della squadra di pallacanestro, trovare un amico/a del cuore) è possibile considerare ogni scelta significativa come compresa in un programma narrativo (Greimas 1983): il soggetto deve superare delle prove per raggiungere il suo obiettivo, lungo questo percorso è possibile incontrare degli “aiutanti” o degli “opponenti”.

Il commento psicologico che seguirà la lettura dei testi, sarà quindi volto a mettere in evidenza il programma narrativo che il protagonista del racconto deve portare a compimento (ad esempio la costruzione di una relazione amorosa), prendendo in considerazione l’intervento di possibili aiutanti od ostacoli che possono agevolare o complicare il raggiungimento della meta finale; questo tipo di analisi permette di far luce sulle dinamiche affettive che guidano bambini e preadolescenti nei loro percorsi di vita.Per questo è possibile pensare a percorsi di formazione basati sulla scrittura per emozioni: entrare in una dimensione narrativa offre la possibilità di entrare in un circolo maieutico: cogliamo degli stimoli, offerti dai racconti, che entrano nei nostri processi di pensiero e danno vita a nuove letture della realtà.

Scappati di mouse

Importante evento a Cesenatico per riflettere sull’uso etico del web. Ho iniziato questa avventura con un incontro rivolto ad insegnanti della scuola primaria e secondaria di secondo grado: il barone Lamberto, uomo che ha sfruttato la tecnologia per vivere, ha dato avvio ad una riflessione su risorse e limiti della rete. In serata ho incontrato un numeroso gruppo di genitori all’interno del Museo della marina: la storia Il balcone tratta da Scappati di mano (San Paolo) ha offerto l’occasione di scoprire le dinamiche interne e i significati profondi che ruotano intorno alle relazioni tra pari mediate dalle tecnologie. Entrambi questi momenti hanno permesso, attraverso uno scambio continuo con il pubblico, di costruire significati e conoscenze condivise.
Infine ho incontrato un gruppo di ragazzi dai 10 ai 15 anni e, attraverso un laboratorio di scrittura per emozioni, abbiamo affrontato desideri e timori che gravitano intorno al tema delle nuove tecnologie.
Un grazie va alle librarie della libreria Cartamerea di Cesenatico, Rossella, Francesca e Lorenza, ideatrici dell’evento insieme al Primo Circolo di Cesenatico .

ScappatiMouse

Fuori dal silenzio

Porcia16

Due importanti giornate di formazione a Porcia, il volantino che pubblicizzava il progetto recitava così:
Le problematiche sociali, sempre più complesse nell’epoca attuale, investono in diverso modo tutte le generazioni e appare fondamentale trovare dei linguaggi comuni perché la relazione non sia compromessa e perché ognuno abbia la possibilità di uscire dal silenzio che spesso è complice delle diverse forme di disagio.

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