I lego come aiuto ai bambini con autismo

legoLa terapia basata sui lego. Come sviluppare le competenze sociali attraverso i Club Lego per bambini con autismo e disturbi correlati.

Di DB Le Goff, G Gomez de la Cuesta, GW Krause e S Baron-Cohen. Giovanni Fioriti Editore, Roma 2016,pp.100

 

Il nome Lego starà sicuramente facendo nascere nella mente del lettore svariate associazionilegate a ricordi di un tempo passato, oppure, per chi lavora in ambito clinico con i bambini, a frammenti di terapia. Il denominatore comune di tutti questi pensieri potrebbe essere la parola creatività, questi mattoncini infatti nascono come strumento per dar forma alle idee. A volte sono idee racchiuse in un libretto d’istruzioni altre volte sono figlie della fantasia del costruttore.

Gli autori di questo testo hanno pensato di utilizzare i lego per farne un dispositivo terapeutico, tutto è  nato in modo osservativo: hanno notato che bambini con autismo iniziavano ad interagire tra loro quando il mezzo per entrare in contatto erano i mattoncini.

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La casa: il luogo degli affetti

12_img_0970La  psicoterapia psicoanalitica ha come strumento principe, secondo Winnicott, la capacità di giocare del paziente e del terapeuta. Cioè la capacità di abitare quella terra di mezzo, chiamato spazio transizionale, dove entrano in contatto aspetti della realtà e della fantasia. Un spazio creativo nel quale nascono nuove letture della realtà.

Questo processo è ancora più facilmente realizzabile nella terapia dei bambini che per statuto hanno il gioco come loro compito vitale. Quello che si verifica nella stanza delle parole, il luogo della terapia, è un gioco di tipo simbolico: quello che accade ha un significato profondo capace di mostrare aspetti della soggettività del bambino. È possibile utilizzare diversi strumenti per realizzarlo: macchinine, palline, pentolini, una semplice sedia, ecc. Nella mia stanza delle parole però c’è un’ospite d’eccezione: una casa. Quindi in uno spazio ampio, la stanza, c’è un luogo più piccolo, la casa, che si trasforma nel luogo degli affetti. Questa casa ha una storia lontana, la prima è nata molti anni fa nello studio di una mente creativa: Enrica Crivelli, psicoterapeuta infantile. Avendo lei il desiderio di conoscere in senso profondo i bambini che giungevano nella sua stanza delle parole, Enrica ha deciso di costruirsi uno scenario dove permettere loro di giocare i proprio conflitti, le proprie sofferenze e i propri bisogni. Così con pezzi di compensato, viti e carta colorata è nata una fantastica casa. Io ho avuto il piacere di vederla qualche anno fa nel suo studio e ne sono rimasto affascinato e così nell’estate è nata una casa che riprende il progetto di Enrica e che potete vedere nelle foto presenti in questa pagina.

È facile comprendere che in quelle stanze può accadere di tutto, possono prendere forma le fantasie che ingombrano la mente dei bambini, possiamo vedere delle dinamiche famigliari che riprendono quanto accade nella realtà, possiamo vedere in scena i ruoli affettivi e quindi capire come l’esperienza li ha saturati e costruiti. Ecco che la casa diventa una lente per leggere il mondo interno del bambino ma anche un contenitore dove permettere a lui di lasciare gli affetti troppo ingombranti.

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Willy Wonka: l’arte di essere padre

Willy Wonka è il personaggio che più ho amato da bambino, prima nell’interpretazione di Gene Wilder e poi nelle pagine del libro di Dahl. Da piccolo mi piaceva la magia di quel mondo e la stranezza degli Umpa Lumpa, ora sono affascinato dalla figura di Willy Wonka: un padre che, rendendosi conto che sta invecchiando, sceglie di consegnare la sua eredità. Non è però un compito facile e così istituisce un concorso che gli permette di conoscere alcuni dei possibili pretendenti. Lui accompagna tutti nella fabbrica e spiega loro alcune semplici regole utili a trasformare il bisogno di toccare e mangiare tutto in desiderio.

È una trasformazione complessa che non a tutti riesce e per questo ci sono gli Umpa Lumpa pronti a intervenire! Sarà Charlie a conquistare il cuore di Willy Wonka e a godersi l’eredità.

Ma per conoscere meglio le trame percorse dalla mente dei vari personaggi vi invito a leggere prima il libro di Dahl e poi La sfida dei papà scritto da Antonio Ferrara e da me perché in esso troverete un commento dettagliato del romanzo.

Buona lettura!

Se saprei scrivere bene

Proprio in questi giorni sta arrivando nelle librerie l’ultimo lavoro mio e di Antonio Ferrara. Libro a cui teniamo molto perchè traduce in parole il lavoro di prevenzione che facciamo nei diversi contesti. Sempre di più letteratura e psicoanalisi si stanno mescolando dando alla luce nuovi e freschi progetti!

Dall’introduzione

Questo libro è un manuale di scrittura per emozioni, ossia un tentativo teorico ed esperienziale di lavorare con ragazzi e con adulti intorno alla scrittura come pratica di condivisione.Ma anche un tentativo di trasmettere ai docenti competenze e strumenti da utilizzare anche in assenza del conduttore dei laboratori.

Si tratta di un percorso nato anni fa nel carcere di massima sicurezza di Novara per dare tragitti visibili alle tante storie chiuse nei cuori e nei cassetti, per fornire consapevolezza tecnica e canalizzazione a tante emozioni nascoste. È stato perfezionato insieme ai detenuti delle case circondariali di Secondigliano, di Pesaro, di Fossano, di Pescara. Insieme ai pazienti e ai medici del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano. Si è smussato in diverse sedi universitarie e in decine e decine di biblioteche, scuole e librerie italiane e della Svizzera italiana.

L’idea è sempre stata quella di proporre la scrittura come pratica privilegiata per nominare e condividere le proprie emozioni, per fare con la parola scritta educazione sentimentale. Scrittura come prolungamento del sentimento. Qui di seguito le caratteristiche dei laboratori, per partecipare ai quali è richiesto l’acquisto della presente pubblicazione.

Il laboratorio si fonda sul concetto di narrazione intesa come racconto di storie, quindi come strumento fondamentale sia per dare un’organizzazione al proprio mondo interiore sia per imparare ad attribuire significati all’esperienza umana.  Partendo dal presupposto che la vita di ogni persona (bambino, preadolescente, adolescente, adulto) è segnata da alcuni traguardi che si desidera raggiungere (essere promosso, far parte della squadra di pallacanestro, trovare un amico/a del cuore) è possibile considerare ogni scelta significativa come compresa in un programma narrativo (Greimas 1983): il soggetto deve superare delle prove per raggiungere il suo obiettivo, lungo questo percorso è possibile incontrare degli “aiutanti” o degli “opponenti”.

Il commento psicologico che seguirà la lettura dei testi, sarà quindi volto a mettere in evidenza il programma narrativo che il protagonista del racconto deve portare a compimento (ad esempio la costruzione di una relazione amorosa), prendendo in considerazione l’intervento di possibili aiutanti od ostacoli che possono agevolare o complicare il raggiungimento della meta finale; questo tipo di analisi permette di far luce sulle dinamiche affettive che guidano bambini e preadolescenti nei loro percorsi di vita.Per questo è possibile pensare a percorsi di formazione basati sulla scrittura per emozioni: entrare in una dimensione narrativa offre la possibilità di entrare in un circolo maieutico: cogliamo degli stimoli, offerti dai racconti, che entrano nei nostri processi di pensiero e danno vita a nuove letture della realtà.

A sbagliare le storie

Il 9 settembre torno a Pesaro per parlare all’interno del convegno di Adotta l’autore. Il mio intervento avrà come tittolo “Parlati dagli affetti”, proverò a raconttare il linguaggio che permette di trasformare le emozioni in parole. Sarò in compagnia di colleghi e amici molto competenti e simpatici. Rivedrò anche Stefania Lanari, libraia della libreria Le foglie d’oro, ideatrice del progetto, mente creativa instancbile che è stata capace in questi anni di costruire un eccellenza in Italia.

Ora trovate alcune righe tratte dal volantino e il programma del convegno.

Il convegno A sbagliare le storie, è il primo appuntamento di formazione dell’anno scolastico 2016/2017 proposto dal Progetto Adotta l’autore è dedicato a tutti coloro, insegnanti, genitori, bibliotecari, librai, che vogliano approfondire la conoscenza del mondo della letteratura per bambini e ragazzi per poi formare giovani lettori. Si svolge nell’arco di una giornata, prevede sezioni teoriche con un moderatore e diversi relatori provenienti da tutta Italia e sezioni pratiche divise per area di interesse.

L’idea del convegno nasce dal continuo confronto tra chi coordina il progetto Adotta l’autore, la scuola, i docenti, le famiglie e i ragazzi, confronto che mette in evidenza quanto sia difficile garantire la natura fortemente libera e gratuita della lettura, sottraendola al circuito remunerativo della didattica.

Il Convegno di quest’anno sarà un’occasione per fare alcune riflessioni sui diversi linguaggi della letteratura per bambini e ragazzi, su come i libri, destinati ai più giovani, siano cambiati nel corso degli anni, su quando e su come si siano adeguati ai nuovi lettori; per questo nel corso della giornata del 9 settembre saranno presentati i tanti linguaggi della letteratura per ragazzi, da diversi punti di vista, da quello dell’editor, a quello dell’autore, passando per l’illustratore, il fumettista, lo psicologo e il critico, che, in un percorso prima teorico e poi pratico, apriranno, a chi parteciperà, un una finestra sui diversi modi di scrivere e pubblicare libri per bambini e ragazzi.

Programma Convegno

Fuori dal silenzio

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Due importanti giornate di formazione a Porcia, il volantino che pubblicizzava il progetto recitava così:
Le problematiche sociali, sempre più complesse nell’epoca attuale, investono in diverso modo tutte le generazioni e appare fondamentale trovare dei linguaggi comuni perché la relazione non sia compromessa e perché ognuno abbia la possibilità di uscire dal silenzio che spesso è complice delle diverse forme di disagio.

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Narrare per includere

Venerdì 1 aprile 2016 alle ore 9.00 presso l’aula magna del Complesso Vallisneri (Viale G. COLOMBO,3 – Padova) si terrà un convegno dal titolo Storie e narrazioni per l’inclusione.
Sono stato invitato come relatore per parlare dei lavori che da qualche tempo svolgo nelle scuole primarie e secondarie: laboratori di scrittura creativa per emozioni. Continue reading “Narrare per includere”

Fantasticando casa mia!

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Il pigro Annibale, il primo uomo che ha vissuto in una macchina, ci accompagnerà alla scoperta di case fantastiche! Scopriremo come si può vivere comodamente in un piccolissimo portafoglio o in uno spazioso cestino della carta. Per farlo useremo carta, colori e delle parole magiche, proprio come faceva il grande Gianni Rodari!
Le parole e i disegni daranno voce ai vostri desideri e alle vostre emozioni.
Hai tra i 7 e gli 11 anni? Allora ti aspetto domenica 8 novembre alle 11.00 allo spazio Base Milano (ex Ansaldo).
L’evento fa parte delle iniziative di Experimentdays la fiera dell’abitare collabarativo promossa da Housing Lab e ospitata nel programma della Collaborative Week.

Vivere e sopravvivere a scuola. Corso di formazione per insegnanti.

cuola ninoIntroduzione
In un’epoca nella quale il mestiere dell’insegnante sembra diventare più complesso per la forte burocratizzazione dell’istituzione scolastica e per il tessuto sociale nel quale gli alunni sono immersi, diventa necessaria una formazione del corpo docente che metta in luce la componente degli apprendimenti e quella emotivo relazionale. Questo tipo di percorso permette di riflettere sul duplice ruolo che ogni alunno gioca a scuola: quello di studente (attenzione, apprendimento, ecc.) e quelle di soggetto sociale (stare in gruppo, rispettare gli altri, comunicare i propri bisogni, ecc.). Inoltre un approccio su più dimensioni (cognitiva, apprendimento, affettivo-relazionale) permette di cogliere il processo di apprendimento nella sua globalità e all’interno del processo evolutivo di ogni singolo studente. Continue reading “Vivere e sopravvivere a scuola. Corso di formazione per insegnanti.”

Raccontarsi

Sportello di ascolto psicologico

La scuola è il luogo dove bambini e adolescenti passano la maggior parte del loro tempo. Essa è un banco di prova multiplo: valuta le capacità dello studente (attenzione, apprendimento, ecc.) e quelle della persona (stare in gruppo, rispettare gli altri, comunicare i propri bisogni, ecc.). Entrambi questi ruoli vanno a formare il loro modo di essere e di pensare. È quindi necessario uno spazio nel quale far convergere il punto di vista di alunni, insegnati e genitori al fine di poter costruire una cultura scolastica condivisa. Continue reading “Raccontarsi”