Capita una scintilla di noia

FB_IMG_1500569948672Capita di essere immersi nella vita degli altri.

Capita anche di ascoltare vite di carta.

Capita di stare a guardare il tempo scorrere. Continue reading “Capita una scintilla di noia”

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Willy Wonka: l’arte di essere padre

Willy Wonka è il personaggio che più ho amato da bambino, prima nell’interpretazione di Gene Wilder e poi nelle pagine del libro di Dahl. Da piccolo mi piaceva la magia di quel mondo e la stranezza degli Umpa Lumpa, ora sono affascinato dalla figura di Willy Wonka: un padre che, rendendosi conto che sta invecchiando, sceglie di consegnare la sua eredità. Non è però un compito facile e così istituisce un concorso che gli permette di conoscere alcuni dei possibili pretendenti. Lui accompagna tutti nella fabbrica e spiega loro alcune semplici regole utili a trasformare il bisogno di toccare e mangiare tutto in desiderio.

È una trasformazione complessa che non a tutti riesce e per questo ci sono gli Umpa Lumpa pronti a intervenire! Sarà Charlie a conquistare il cuore di Willy Wonka e a godersi l’eredità.

Ma per conoscere meglio le trame percorse dalla mente dei vari personaggi vi invito a leggere prima il libro di Dahl e poi La sfida dei papà scritto da Antonio Ferrara e da me perché in esso troverete un commento dettagliato del romanzo.

Buona lettura!

La sfida dei papà

Ferrara A., Mittino F. (2016). La sfida dei papà. Nove racconti sul padre alla prova dei figli adolescenti. San Paolo, Cinisello Balsamo.

Venuta meno la solidità della società, si fatica a mantenere saldo un ruolo di guida. Nella realtà italiana, l’attuale crisi economica da un lato e l’evoluzione rapida dei modelli sociali, di sviluppo e lavorativi dall’altro, hanno portato i padri italiani ad affrontare problematiche analoghe a quelle dei padri giapponesi, nel complesso incarico di supportare i figli nel loro percorso di crescita.

Quali sono i valori che i padri possono trasmettere ai propri figli se l’orizzonte di senso che aveva dato forma e sostanza alle loro azioni è venuto meno? Che tipo di guida può essere oggi un padre per i propri figli?

(dalla prefazione di Katia Provantina – Presidente Cooperativa Minotauro di Milano)

La Sfida dei papà è un vero e proprio catalogo di padri utile ragionare intorno al “ruolo paterno”, questo significa comprendere quali aspetti comportamentali e affettivi sia necessario giocare sulla scena educativa al fine di raggiungere l’obiettivo che è, in senso generale, la crescita del ragazzo. Dobbiamo farlo con la consapevolezza che – queIMG-20160624-WA0000(1)sto è un punto importante – il ruolo paterno non deve obbligatoriamente essere associato a una persona di sesso maschile o che realmente sia padre.

Il libro si pone in continuità con un libro precedente Scappati di mano, esso infatti condivide il modello di tipo narrativo inteso come una lente per poter leggere la realtà e apprendere essa.

Le storie scritte da Antonio Ferrara offriranno al lettore la possibilità di immergersi nella vita degli adolescenti e nel loro rapporto con il ruolo paterno. Sarà quindi possibile vestire i panni dei differenti personaggi e muoversi con essi. Il crearsi di uno spazio sospeso tra realtà e fantasia favorisce maggiormente il costruirsi di una giusta distanza tra il protagonista del racconto e il lettore, che non si sentirà né troppo coinvolto né troppo estraneo, così da favorire le funzioni elencate nel paragrafo precedente. Il mio commento che segue le storie si pone l’obiettivo di mettere in evidenza, attraverso i personaggi che abiteranno i racconti, alcuni tratti specifici del ruolo paterno che trovate sintetizzati nello schema grafico che segue questa introduzione attraverso simboli che ritroverete prima di ogni commento. Chiaramente, ogni racconto comprende più sfaccettature del ruolo paterno, ma si è scelto però di mettere in evidenza quella prevalente.

Ogni racconto metterà in scena un programma narrativo che permetterà di seguire le peripezie del personaggio lungo il suo percorso di vita. Il commento psicologico sarà quindi volto a evidenziare il programma narrativo che il protagonista del racconto deve portare a compimento (come, per esempio,costruirsi un progetto futuro), prendendo in considerazione l’intervento di possibili aiutanti od ostacoli al raggiungimento dell’obiettivo. Questo tipo di analisi permetterà di far luce sulle dinamiche affettive che guidano l’adolescente nelle sue scelte di vita.

Centrale è quindi la riflessione sulle dinamiche interne che guidano le scelte dell’adolescente, evidenziate dall’evolversi della figura del personaggio all’interno del racconto. Esso va quindi oltre a una semplice lettura dei significati perché indica, attraverso il ragionamento, anche una via di cambiamento. Il libro non va quindi considerato come un manuale di manutenzione del ruolo paterno ma come un laboratorio nel quale raccogliere stimoli, elaborarli mischiandoli con la realtà quotidiana e, infine, dare origine a modi di essere.

Il modello narrativo verrà utilizzato in altre due parti di questo libro: nell’ultimo capitolo lo si vedrà applicato a un romanzo per ragazzi (La fabbrica di cioccolato di Dahl) e dei cortometraggi (le avventure di Pippo), mentre nell’appendice si farà strumento per nominare le emozioni.

Gli schemi grafici curati dalla designer Chiara Gambarana permettono di cogliere in modo visivo sia gli elementi del modello narrativo che la teoria dei codici affettivi di Franco Fornari elenca. Inoltre si è scelto di rappresentare in modo grafico anche i vari aspetto del ruolo paterno, troverete un’icona prima di ogni commento a indicare la funzione prevalente messa in luce in quel racconto.

 

Va sottolineata la dimensione di “speranza” che emerge e si afferma nel lettore del libro. In un momento in cui la figura del padre è intensamente studiata a livello scientifico, nei convegni e negli scritti, soprattutto in relazione all’epocale cambiamento che oggi la connota e la caratterizza , la lettura del libro di Ferrara e Mittino infonde progressivamente un senso di umana compartecipazione e l’idea di “altri finali” possibili ,da ri-scrivere assieme a questi padri, ai padri che continueremo ad incontrare nei nostri Studi, a Scuola o nei gruppi di genitori, nella nostra vita. Le storie, se non rimangono un “oggetto statico” nella nostra mente , possono rappresentare uno strumento molto importante per “giocare”, nelle relazioni terapeutiche ma non solo.

(Dalla postfazione di Maurizio Stangalino – Neuropsichiatra Infantile)

Un antidoto alla pioggia

20160529_164255.jpg29 maggio 2016. Interno mattina. Rumore d’acqua sul davanzale della finestra. Luce fioca che filtra dalle tapparelle. Ci sono tutti gli ingredienti per dare avvio a una domenica grigia e noiosa. Ma improvvisamente ricordo di avere sul mio piccolo tavolo in legno una pozione capace di cambiare il corso degli eventi. Corro a recuperare il mio antidoto al grigio della giornata e inizio ad assumerlo prima a piccole dosi poi in modo sempre più vorace. Mi trovo così ad inseguire palloni e donne insieme a Garrincha. Divento padre insieme a lui, vinco i mondiali. E ho anche sentito il sapore della tristezza che spesso abita la bocca di chi corre in modo affannoso incontro al tempo facendosi dominare totalmente dalla propria passione. Mi sono poi trasferito con Kato a Dakar, ho imparato così a leggere il libro della vita , quel libro che lui si portava al bar e fingeva di leggere. Ho visto come l’amore possa diventare una via per far cambiare l’altro, per trasformare la tristezza in gioia e il dolore in piacere. E infine vado nelle campagne cinesi ad incontrare Wang per poi accompagnarlo a Pechino dove si trova a dover combattere tra il mandato paterno di studiare matematica e fare soldi e la spinta rivoluzionaria che giunge dagli altri ragazzi. Questo conflitto lo tormenta, lo consuma, a volte lo anima altre lo porta a ritirarsi. E anche questa volta è l’amore la chiave del cambiamento, sono gli occhi color della libertà di Sue che iniettano energia in Wang e lo portano a vivere in modo profondo la sua vita.

Che dire è stata una giornata tutt’altro che grigia e questo grazie alla letteratura che si trasforma in un laboratorio nel quale si forgiano emozioni e si riorganizza la speranza.

Grazie anche all’amico e compagno di avventure Antonio Ferrara che, come sempre, è riuscito a creare personaggi affascinanti dei quali non ci si può non innamorare.

 

La musica che vola intorno

La musica che vola intorno

Martedì 29 settembre alle ore 21, io e lo scrittore Aldo Ferraris, vi aspettiamo alla Libreria due cuori di Trecate. Ci faremo una bella chiacchierata partendo dal suo libro La musica che vola intorno. Testo profondo, magico e leggero.

Se volete potete leggere una recensione.

A presto!

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Hugo Bleichmar

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Verso una tecnica di interventi specifici

Pagg. 452 – € 36,00

Casa Editrice Astrolabio, Roma 2008

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Questo libro di Hugo Bleichmar rappresenta una sintesi delle riflessioni che l’A. aveva proposto in scritti precedenti[1], che possono essere visti come piccole tessere qui raccolte per comporre un unico e policromo mosaico rappresentante il percorso psicoanalitico (Borgogno 1999) da lui compiuto.

L’A. è psichiatra e psicoterapeuta, professore all’Università Pontificia Comillas (Madrid), membro associato della Asociacion Psicoanalitica Argentina (IPA) e presidente della Sociedad Forum de Psicoterapia Psicoanalitica. Continue reading “PSICOTERAPIA PSICOANALITICA”

Vivere tra le Dolomiti e Zardino

OLYMPUS DIGITAL CAMERAL’apertura della tenda permette di scorgere il gruppo del Catinaccio, una quinta naturale che fa da sfondo alla Val di Fassa. Questo panorama s’intreccia con quello visto e raccontato da Sebastiano Vassalli:

“Dalle finestre di questa casa si vede il nulla. Soprattutto d’inverno: le montagne scompaiono, il cielo e la pianura diventano un tutto indistinto, l’autostrada non c’è più, non c’è più niente. Nelle mattine d’estate, e nelle sere d’autunno, il nulla invece è una pianura vaporante, con qualche albero qua e là e un’autostrada che affiora dalla nebbia per scavalcare altre due strade, due volte: laggiú, su quei cavalcavia, si muovono piccole automobili, e camion non piú grandi dei modellini esposti nelle vetrine dei negozi di giocattoli. Continue reading “Vivere tra le Dolomiti e Zardino”