80 miglia


Una volta al mese ci incontreremo qui sotto questi portici , protetti così dalla freddo invernale e dal caldo estivo, abitati da sapienti venditori di storie che con le loro bancarelle animano questa via. Il nostro punto d’incontro sarà una bancarella molto particolare che non faticherete a riconoscere perché è l’unica ad ospitare nei suoi scaffali albi illustrati, libri per bambini e ragazzi.

La copertina che attrae oggi la mia attenzione ha come immagine quella di un ragazzo, forse di tredici anni, che ci scruta da una vecchia locomotiva. Per associazione penso ad un racconto sul tema viaggio, ma chi sta per partire? E perché? Sbircio la quarta di copertina, mi dice che Billy osserva la locomotiva sui binari con il sogno un girono di poter montare su di lei. Allora il viaggio deve essere sicuramente una metafora per parlare della crescita e quindi del futuro. Mi perdo tra le pagine del libro e inizio a viere la storia di questo ragazzo che sente stretta la vita della fattoria ma non sa come fare a trovare un’alternativa. Va allora nel saloon, il luogo dei grandi, incontra così Joe che sta raccontando una storia incredibile: a 80 miglia da quel paese c’è una terra molto florida, una sorta di paradiso terrestre. Per raggiungerlo basata proseguire il lavoro di costruzione della ferrovia e soprattutto qualcuno dovrà andare in quel luogo a costruire tutto il necessario per renderlo abitabile. Ecco che Billy trova l’alternativa alla sua monotona vita e parte all’avventura. Come tutti i viaggi sarà carico di piacevoli novità e deludenti eventi. Incontrerà degli amici averi e anche l’amore, quello dirompente  e totalizzante che solo gli adolescenti conoscono. Ma dovrà fare i conti anche con le bugie raccontate da Joe che da essere una sorta di mito diventa un uomo con i suoi limiti. E poi si troverà a ragionare sue questioni moralmente più profonde: è giusto uccidere gli indiani per costruire i villaggi? E ancora, troverà un maestro, George, che lo aiuterà a realizzare il suo sogno di guidare una locomotiva.

Vorrei dirvi molto altro ma il nostro tempo è  finito, vi invito alla lettura di questo intenso romanzo: 80 miglia di Antonio Ferrara.

Dalla rubrica La bancarella del libro pubblicata sul Novara Oggi

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