Un giorno lontano dalla giungla

Bologna. Esterno giorno. Seduto al tavolo del mio ristorante  preferito vedo arrivare una famiglia: madre e padre vesti da signori della media nobiltà, figlio trentenne con almeno un anello per dito e una simpatica felpa con il cappuccio. Dopo pochi secondi capiscono di aver aspettato troppo, la madre, ora trasformata in una iena, attacca la cameriera che con estrema pazienza prende le ordinazioni. Il padre decide che si inizia dal bere, il ragazzo prende la parola “una coca zero”. La cameriera “posso portarti una molecola senza zucchero, è  come la coca zero solo che è un prodotto italiano”. Il ragazzo è dubbioso “nel senso che è biologica?” la cameriera è perplessa “nel senso che è prodotta in Italia”.

Arriva la bevanda misteriosa, il ragazzo prende tra le mani la lattina sulla quale è chiaramente visibile il profilo della mole Antonelliana, poi anche il nome aiuta, lui la scruta in modo minuzioso e poi dice al padre: “Forse la fanno a Torino” lui “ Non credo”. È arrivato il momento di versata nel bicchiere, assaggia, guarda mamma e papà “fa pure schifo!”. Per fortuna subito dopo arriva un bel piatto di salumi e lui ci si butta con tutte e due le mani, si sa nella giungla non sono abituati a mangiare con le posate.

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