Se saprei scrivere bene

Proprio in questi giorni sta arrivando nelle librerie l’ultimo lavoro mio e di Antonio Ferrara. Libro a cui teniamo molto perchè traduce in parole il lavoro di prevenzione che facciamo nei diversi contesti. Sempre di più letteratura e psicoanalisi si stanno mescolando dando alla luce nuovi e freschi progetti!

Dall’introduzione

Questo libro è un manuale di scrittura per emozioni, ossia un tentativo teorico ed esperienziale di lavorare con ragazzi e con adulti intorno alla scrittura come pratica di condivisione.Ma anche un tentativo di trasmettere ai docenti competenze e strumenti da utilizzare anche in assenza del conduttore dei laboratori.

Si tratta di un percorso nato anni fa nel carcere di massima sicurezza di Novara per dare tragitti visibili alle tante storie chiuse nei cuori e nei cassetti, per fornire consapevolezza tecnica e canalizzazione a tante emozioni nascoste. È stato perfezionato insieme ai detenuti delle case circondariali di Secondigliano, di Pesaro, di Fossano, di Pescara. Insieme ai pazienti e ai medici del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano. Si è smussato in diverse sedi universitarie e in decine e decine di biblioteche, scuole e librerie italiane e della Svizzera italiana.

L’idea è sempre stata quella di proporre la scrittura come pratica privilegiata per nominare e condividere le proprie emozioni, per fare con la parola scritta educazione sentimentale. Scrittura come prolungamento del sentimento. Qui di seguito le caratteristiche dei laboratori, per partecipare ai quali è richiesto l’acquisto della presente pubblicazione.

Il laboratorio si fonda sul concetto di narrazione intesa come racconto di storie, quindi come strumento fondamentale sia per dare un’organizzazione al proprio mondo interiore sia per imparare ad attribuire significati all’esperienza umana.  Partendo dal presupposto che la vita di ogni persona (bambino, preadolescente, adolescente, adulto) è segnata da alcuni traguardi che si desidera raggiungere (essere promosso, far parte della squadra di pallacanestro, trovare un amico/a del cuore) è possibile considerare ogni scelta significativa come compresa in un programma narrativo (Greimas 1983): il soggetto deve superare delle prove per raggiungere il suo obiettivo, lungo questo percorso è possibile incontrare degli “aiutanti” o degli “opponenti”.

Il commento psicologico che seguirà la lettura dei testi, sarà quindi volto a mettere in evidenza il programma narrativo che il protagonista del racconto deve portare a compimento (ad esempio la costruzione di una relazione amorosa), prendendo in considerazione l’intervento di possibili aiutanti od ostacoli che possono agevolare o complicare il raggiungimento della meta finale; questo tipo di analisi permette di far luce sulle dinamiche affettive che guidano bambini e preadolescenti nei loro percorsi di vita.Per questo è possibile pensare a percorsi di formazione basati sulla scrittura per emozioni: entrare in una dimensione narrativa offre la possibilità di entrare in un circolo maieutico: cogliamo degli stimoli, offerti dai racconti, che entrano nei nostri processi di pensiero e danno vita a nuove letture della realtà.

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